La mostra “Recuperati dagli abissi” apre le sue porte per raccontare una storia lunga 2.600 anni
Il 21 giugno, grazie al supporto di TAP, presso la sede della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo di Taranto è stata aperta al pubblico la mostra “Recuperati dagli abissi”.
Questa mostra multimediale espone i reperti di parte del carico di un antico relitto rinvenuti sul fondale del canale d’Otranto nel 2018, durante le indagini propedeutiche alla posa del nostro gasdotto a una profondità di 780 metri.
Gli oggetti risalenti a 2.600 anni fa sono stati recuperati grazie a tecnologie d'avanguardia da un team dedicato, e successivamente restaurati dagli archeologi della Soprintendenza.
I manufatti, risalenti al VII secolo avanti Cristo, di grandissimo valore storico, fanno luce sugli scambi commerciali fra le sponde dell’Adriatico agli albori della colonizzazione greca.
Diversi tipi di antichi contenitori di terracotta (3 anfore, 4 hydriai, 4 brocche trilobate, 1 pithos), un set di coppe e diversi semi di oliva sono stati ora restaurati ed esposti.
Questi antichi tesori sono presentati con una formula immersiva, utilizzando la multimedialità per far sentire i visitatori come se si stessero "tuffando nell'abisso", proprio come i subacquei che li hanno recuperati.
“Siamo orgogliosi che grazie a TAP quella nave greca abbia simbolicamente ripreso un viaggio interrottosi in maniera drammatica circa 2.600 anni fa e abbia guadagnato finalmente il suo approdo. Questa vicenda rappresenta il giusto coronamento di un percorso tracciato nel rispetto del territorio e nell’interesse della sua comunità e delle sue risorse” ha detto Luca Schieppati, Managing Director di TAP.
Il nostro gasdotto attraversa paesi con tradizioni millenarie e un patrimonio storico e archeologico sconfinato. Più di 600 esperti, fra archeologi e operai specializzati, hanno monitorato i nostri lavori in Grecia, Albania e Italia durante le varie fasi del progetto per salvaguardare questa grande eredità culturale e artistica.
Durante i lavori offshore l’equipe di archeologi della Soprintendenza ci hanno supportato nel monitoraggio e nel recupero in sicurezza dei reperti, supervisionando l'ispezione visiva dei fondali prima della-posa e monitorando la collocazione del gasdotto in tempo reale con l'aiuto di un veicolo telecomandato, attraverso la cosiddetta procedura del "varo guidato”.