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Verga, Grecia

23 giugno 2014

Il signor Panagiotis coltiva da anni vigneti nella verdeggiante valle di Verga a nord-ovest del Paese e contava di aprire una cantina per vendere il prodotto locale e lasciare ai figli la gestione dell’azienda di famiglia. Era quindi comprensibile che fosse non poco preoccupato quando gli giunse voce che TAP gli avrebbe attraversato il vigneto. Temeva che avrebbe segnato la fine dei suoi progetti a lungo termine. Ma, anziché dare ascolto ai vicini che gli consigliavano di sottoporre la questione ai piani alti, sventolare bandiere nere e organizzare massicce manifestazioni di protesta, espose direttamente a TAP le sue doglianze in una lettera.

“Erano in molti a volere che li facessi ‘neri’ e li trascinassi in tribunale. Io mi limitai a spiegare a TAP che il tracciato mi avrebbe rovinato il vigneto e ucciso l’attività,” racconta il signor Panagiotis.

L’ingegner Sotiris dell’impresa affidataria di Atene, responsabile del tratto occidentale del gasdotto attraverso la Grecia, si recò a Verga con i suoi collaboratori per esaminare di persona la questione.

“Ci recammo a esaminare il terreno, parlammo, discutemmo e ci rendemmo conto che potevamo agevolmente fare una piccola deviazione,” spiega. “E’ il lato umano che fa la differenza. La gente apprezza che ci si metta nei suoi panni e si sia pronti a camminare nei campi e nel fango. Comprende che TAP non è una società senza volto. E risponde positivamente a un riscontro in tempi stretti, a un tocco personale e all’interazione.”